La confusione linguistica
E' un racconto esclusivo della Bibbia e dei greci ma se ne ha anche riscontro nelle zone limitrofe di Babele.
Nella Bibbia si trova al capitolo nono della Genesi la cui traduzione è stata svolta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Il mito mette in evidenza una divinità antropomorfizzata che tolse l'unificazione della lingua perché questa conferiva potere di ribellione all'uomo.
Il mito rivela i cocci di Babele ovvero un qualcosa che col passar del tempo si è perso. Si assiste al rimpianto di un solo strumento di unificazione (forse la lingua accadica). La confusione delle lingue ha fine, paradossalmente, durante la Pentecoste cristiana quando per miracolo gli Apostoli si ritrovano a capire nelle diverse lingue.
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| link a questa pagina | /\ top /\Tutta la terra parlava una sola lingua e usava le stesse parole. Venendo dall’Oriente gli uomini giunsero in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.
Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”.
Ma il Signore discese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo ed hanno una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera ed ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, affinché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.
Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
(Genesi 11, 1-9, dalla versione CEI 1974).
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